Trapani – La città siciliana si è trasformata oggi nel cuore pulsante della memoria e dell’impegno contro la mafia, ospitando la XXX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’evento, promosso dall’associazione Libera e da Avviso Pubblico, ha visto la partecipazione di migliaia di persone, tra cui studenti, associazioni, rappresentanti istituzionali e familiari delle vittime.
Il corteo, partito dal lungomare di Trapani, è stato aperto da una grande bandiera della pace, simbolo di speranza e unità. In testa alla manifestazione, don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, accompagnato da vescovi, sindaci e figure di spicco della lotta alla criminalità organizzata. La marcia ha attraversato le vie della città per concludersi in piazza Vittorio Emanuele, dove si è svolto il momento più toccante della giornata: la lettura dei 1.101 nomi delle vittime innocenti di mafia.
Durante la manifestazione, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato l’importanza di continuare a promuovere la cultura della legalità, soprattutto tra le nuove generazioni. “La Sicilia ha pagato un prezzo altissimo alla criminalità organizzata, ma grazie al sacrificio di tanti uomini e donne, abbiamo fatto passi avanti significativi. Tuttavia, la battaglia non è finita: serve l’impegno di tutti per costruire una società basata su giustizia e solidarietà. Grazie a ‘Libera’ e a tutti coloro che, con coraggio e determinazione, non smettono di credere in una Sicilia libera dalle mafie.” ha dichiarato.
Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il 21 marzo rappresenta un giorno solenne di ricordo e di impegno civile per affermare valori essenziali per la salute della nostra comunità. L’impegno quotidiano per la pratica della legalità, la lotta contro tutte le mafie, contro le consorterie criminali che generano violenza e oppressione, contro zone grigie di complicità che ne favoriscono affari e diffusione, vede operare tutti i cittadini che desiderano vivere in una società coesa e rispettosa dei diritti di tutti.
Ricorrono trent’anni da quando Libera e altre associazioni hanno intrapreso un percorso importante di sensibilizzazione e mobilitazione civile fino a far sì che una legge dello Stato istituisse la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, per esprimere doverosa solidarietà nei confronti delle vittime innocenti uccise dalla mano mafiosa. Ogni ambito è stato colpito da questo flagello: servitori della Repubblica, donne e uomini che si battevano per migliorare la società, imprenditori e cittadini che hanno respinto il ricatto del crimine, persone semplici finite sotto il tiro degli assassini.
I loro nomi sono parte della nostra memoria collettiva, ed è nei loro confronti che si rinnova, anzitutto, l’impegno a combattere le mafie, a partire dalle Istituzioni ai luoghi della vita quotidiana, superando rassegnazione e indifferenza, alleate dei violenti e sopraffattori. – conclude il Capo dello Stato – La mafia può essere vinta. Dipende da noi: tanti luminosi esempi ce lo confermano».