Palagonia (CT) – Un cittadino marocchino è stato arrestato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania per il reato di “caporalato” nei confronti di connazionali. L’operazione, condotta dalla Compagnia di Paternò, si inserisce in un’intensificazione delle attività volte a contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo.
L’arresto è avvenuto in flagranza di reato, con il sequestro del furgone utilizzato per il trasporto dei lavoratori, considerato strumento essenziale per la commissione del crimine. Le indagini hanno rivelato che l’indagato accompagnava quotidianamente alcuni braccianti agricoli nei campi di agrumi, dove venivano impiegati in condizioni di lavoro precarie. Secondo i primi riscontri, il “caporale” non forniva contratti regolari, pagava salari inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali e non garantiva dispositivi di protezione individuale né visite mediche obbligatorie. Inoltre, i lavoratori non avevano diritto al giorno di riposo settimanale. Come se non bastasse, l’arrestato subaffittava un immobile in condizioni igienico-sanitarie degradanti, lucrando ulteriormente sulle difficoltà dei braccianti.
Le testimonianze dei lavoratori hanno evidenziato una condizione di grave bisogno economico, aggravata dalla necessità di inviare gran parte del loro esiguo salario alle famiglie nei Paesi d’origine. La barriera linguistica e la precarietà della loro situazione hanno ulteriormente contribuito al loro sfruttamento.